Peccato

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Scritto 7 giorni fa • Pubblicato Ieri • Revisionato 22 ore fa
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Testo: Peccato
di GZ

Sulle terre consacrate
giacciono i canti pazientemente deposti.

Le Moire ordiscono
l’avvento del prossimo destino.

E l'Essere si è già arreso alla sottrazione.

È vero,
il tuo pensiero si muove sul confine:
impossibile possederlo,
inevitabile interrogarlo.

Eppure,
l'ultimo drappo dorato si stende fra te e l'orizzonte;
t'avvampano gli occhi,
e sui muri affumati di odio la testimonianza delle colpe combuste.

Grasse parole inquinano l'aria
e tu — guardati —
ti concedi il diritto di non guardare?

Codardo.

Affami la terra incolpando il cielo,
ma da tempo hai sgretolato il firmamento.

Con petto tronfio gracchi dal fondo d'un pozzo
e, viscido, soggioghi anche la Luna.

Codardo.

Ricusi te stesso come se non ti appartenessi,
ma trasudi boria quando di te parli.

Ti è congenito calpestare chi cade,
e, misero, t'imbelletti d'acciaio imbrattato.

Codardo.

Il peccato è aver creduto nell'uomo.
Il vero peccato è averti creduto umano.

Peccato testo di GZ
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